Affrontare il bullismo : 4 passi nella giusta direzione

Il sesto senso da genitori difficilmente sbaglia. Se si ha la sensazione che qualcosa non va è meglio attivarsi subito scegliendo la miglior strada da percorrere.

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Per quanta attenzione possiamo prestare, il bullismo è un fenomeno che potrebbe riguardare tutti noi.

Anzi, potrebbe riguardare proprio i membri della famiglia a cui teniamo di più e con i quali, a volte, facciamo più fatica a comunicare: i nostri ragazzi.

E proprio l’ambiente nel quale trascorrono la maggior parte delle loro giornate, è quello dove l’essere diversi, per risultati scolastici o per il colore dei capelli, la corporatura, le possibilità economiche, porta immediatamente all’essere esclusi e facili bersagli.

Davanti ad un percorso così nuovo, potrebbe capitare di non sapere che strada prendere.

Abbiamo provato, quindi, ad individuare i primi passi che possono portarci nella giusta direzione.

1 – Parlarne in famiglia

Come spesso accade, prendere il coraggio per fare il primo passo è la parte più difficile.

Eppure se percepiamo dei cambiamenti nei nostri figli, dobbiamo cercare in ogni modo di provare a comprenderne l’origine.

A maggior ragione se ci accorgiamo di alcuni segnali evidenti, come la mancanza dello zaino preferito, inspiegabili richieste di piccole somme di denaro o un improvviso e radicale cambio di amicizie.

Parlarne apertamente è certamente complicato, anche perché gli adolescenti per natura sono sfuggenti, ma vale sempre la pena fare un tentativo.

Anche il confronto con altri genitori con cui siamo in confidenza potrebbe rivelarsi essenziale: è più facile vedere chiaramente, quando non siamo coinvolti.

2 – Incontrare allenatori e insegnanti

Fortunatamente noi non siamo gli unici adulti di riferimento dei nostri ragazzi.

Insegnanti, professori, ma anche allenatori o educatori sono un collegamento indispensabile tra noi ed il mondo degli adolescenti.

Non dobbiamo temere di rivolgerci a queste figure: il loro punto di vista potrebbe essere illuminante.

Negli anni, inoltre, si è compreso come professori ed allenatori svolgano ruoli centrali nella lotta al bullismo, sia per evitarlo sul sorgere che per minimizzarne le conseguenze se già in atto.

Si susseguono, infatti, le sentenze che riconoscono la responsabilità degli istituti scolastici che o non hanno sorvegliato o che, anche se informati degli eventi, non hanno provveduto a prendere provvedimenti per arginarli.

Condividiamo con loro i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni.

3 – Rivolgersi, con fiducia, alle Forze dell’Ordine

Nel caso in cui, invece, fossimo già a conoscenza di situazioni che ci preoccupano, rivolgiamoci, senza attendere oltre, alle Forze dell’Ordine.

Leggere una chat di Whatsapp di dubbia provenienza o dal contenuto offensivo, oppure vedere video su Tik-tok che incitano a sfide estreme, vedere nostro figlio rientrare senza monopattino o nostra figlia con il cellulare dallo schermo frantumato, sono episodi che non vanno tralasciati.

Parliamone con i Carabinieri della locale Stazione o con la Polizia di Stato.

Entrambi hanno agenti specializzati, appositamente formati per rispondere alle preoccupazioni dei genitori e dei ragazzi e capaci di intervenire con la dovuta delicatezza.

Non sottovalutiamo, inoltre, l’importanza di ciò che andremo a raccontare.

Le forze dell’ordine potrebbero essere già state allertate da altri genitori o potrebbero avere già ottenuto informazioni nell’ambito del consueto pattugliamento del territorio: i dettagli che forniremo potrebbero risultare addirittura essenziali per porre fine a pericolosi casi di bullismo.

Ricordiamoci sempre che Polizia e Carabinieri vigilano per noi, per la sicurezza delle nostre famiglie.

4 – Non affrontare questo percorso da soli

Sarebbe perfettamente umano sentirsi sopraffatti, anche solo in caso di dubbio che ci siano episodi di bullismo tra i nostri figli ed i loro amici.

Se rivolgerci direttamente a Polizia e Carabinieri ci sembra un passo troppo grande da affrontare da soli, possiamo sempre e con fiducia rivolgerci ad un legale.

Raccontandogli i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni l’avvocato potrebbe, anzitutto, consigliarci sui primi passi da compiere, aiutarci nel rapporto con i genitori degli altri minori coinvolti ed, eventualmente, nel caso fossero già state allertate, anche con le forze dell’ordine.

Inoltre, nel caso lo ritenesse necessario, l’avvocato potrebbe raccogliere le nostre dichiarazioni e quelle dei nostri figli, per redigere denuncia.

Affrontare, con il giusto sostegno, gli episodi di bullismo e le conseguenze che ne conseguono per noi e per la nostra famiglia, ci aiuterà ad orientarci in una realtà complessa e a volte dolorosa.

Questo è il primo e l’unico passo davvero fondamentale per procedere nella direzione del miglioramento.

Avvocato Daria Bissoli, Partner Agoràpro, Diritto penale - Minori, Famiglie, Persone - Foro di Treviso
Avvocato Daria Bissoli,
Diritto penale
Minori, Famiglie, Persone
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