Bullismo e adolescenza: un binomio complesso

3 forme di bullismo da poter riconoscere.

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Telegiornali, programmi televisivi e cronache locali ci parlano, sempre più spesso, di un fenomeno che riguarda da vicino i nostri ragazzi: il bullismo.

Nonostante la facilità con cui si parla di bullismo, però, è difficile comprendere davvero di cosa si tratti.

È un fenomeno complesso che tocca numerosi aspetti della vita degli adolescenti.

In ambito psicologico si descrive come il comportamento violento e intenzionale, fisico o psicologico, ripetuto nel tempo ai danni di persone ritenute dal bullo più deboli e fragili.

Anche se si tratta di comportamenti veramente spiacevoli, che portano conseguenze sulla vittima prescelta dal bullo, in Italia non esiste il reato di bullismo. Di conseguenza, non esiste una sanzione unica che punisca il bullo, ma i singoli comportamenti che lo compongono possono senz’altro costituire reato.

Dove si manifesta il bullismo

Il bullismo si manifesta nel complesso mondo degli adolescenti. Ha infatti tra le sue cause scatenanti la reazione al diverso, al cambiamento e l’innato desiderio di stabilire rapporti di potere.

I comportamenti legati al bullismo allora trovano terreno fertile prevalentemente a scuola, sia nelle pause sia nell’orario di lezione, ma più in generale in tutte le occasioni di incontro tra ragazzi: il sabato pomeriggio al centro commerciale, all’attesa dell’autobus, all’uscita di scuola, nello spogliatoio prima o dopo l’allenamento.

Forme di bullismo e atteggiamenti da poter riconoscere

Anche se non esiste un unico reato che definisca il comportamento del bullo, questo consiste in una serie di comportamenti che possono comportare sanzioni penali. È possibile individuarne alcuni.

Bullismo fisico

Il bullismo fisico si manifesta con aggressioni, danneggiamenti, piccoli o grandi furti. Spintonare il compagno in salita sul bus, ogni mattina, per farlo tardare o per farlo restare a terra. Scambiare il piumino griffato del compagno di classe un po’ timido con quello di un altro. Rubare lo zaino nuovo o il cellulare o la semplice merenda.

Il bullismo fisico è quello che presenta i segnali più evidenti da cogliere dall’esterno, poiché le conseguenze sono ben visibili ai nostri occhi ed assumono la forma di ematomi, piccole ferite, occhiali rotti, giacconi scambiati o rovinati.

In questo caso intervenire tempestivamente ed evitare, magari, conseguenze più gravi per i nostri figli è, almeno apparentemente, facile.

Bullismo verbale

Esiste poi un’altra manifestazione di bullismo, quella verbale. In questo caso il bullo provoca la sua vittima attraverso insulti o minacce: il suo fine è umiliarla o sminuirla. Il compagno di classe che ha la merenda vegana o il panino senza glutine. Quello che è meno atletico.

L’obiettivo quindi è discriminare, evidenziare le diversità, per portare la vittima all’isolamento.

A differenza del bullismo fisico, quello verbale è più complesso da individuare perché i segnali che manda sono meno evidenti. Potremmo accorgerci del cambiamento del gruppo di amici, o dell’improvviso disinteresse ad andare ad allenarsi al campetto o, ancora, della minor voglia di uscire nel week end.

Le piccole abitudini possono racchiudere dei grandi segnali.
In questi casi potrebbe essere utile chiedere un incontro con gli insegnanti oppure con gli allenatori per comprendere se tali cambiamenti si siano manifestati anche ai loro occhi.

Bullismo relazionale

Questa forma di bullismo si manifesta invece in un contesto più ristretto ed è probabilmente la più insidiosa: spesso si trova in gruppi di amiche o amici di lunga data.

Un vestito griffato regalato al compleanno o l’ultimo modello di cellulare possono generare invidie anche tra amiche per la pelle.

Si genera una discriminazione tra pari, che cambia l’originario rapporto tra amiche o amici: se prima si era tutte uguali, ora quella con il cellulare più tecnologico o la borsa alla moda potrebbe sentirsi superiore a quella che non ce l’ha.

Il bullismo relazionale è senza dubbio il più difficile da individuare: i segnali che trasmette sono ambivalenti e spesso vengono scambiati per mutamenti del carattere dovuti alla crescita e allo sviluppo.

Il bullismo relazionale, spesso, trova sfogo anche in forme ancor più insidiose come quelle del cyberbullismo: la gogna mediatica dei social network.

Le conseguenze rilevanti penalmente

Anche se non esiste il reato che sanziona il bullismo, è comunque vero che i comportamenti dei ragazzi possono portare a rispondere di responsabilità penali: se si parla di aggressioni o molestie, abbiamo i reati contro la persona; i furti sono reati contro il patrimonio e molto altro.

I ragazzi sono giovani adulti e le loro azioni, anche se possono sembrare ragazzate, potrebbero non restare sempre impunite. Tra i 14 anni e la maggiore età, infatti, si potrebbe dover rispondere dei propri comportamenti davanti al Tribunale per i Minorenni.

Per il bene dei nostri ragazzi e del loro futuro è essenziale agire, anche collaborando con insegnanti e forze dell’ordine.

Avvocato Daria Bissoli, Partner Agoràpro, Diritto penale - Minori, Famiglie, Persone - Foro di Treviso
Avvocato Daria Bissoli,
Diritto penale
Minori, Famiglie, Persone

Questo articolo fa parte del Family Focus “E se fosse mio figlio, il bullo?”. Se desideri ricevere l’intero Family Focus clicca su questo link e tra le preferenze segna “Famiglia”. Riceverai direttamente in mail la “mini-guida”.

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Minorenni – Difesa e Assistenza

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