Chi deve introdurre il procedimento di mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo?

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Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, co. 1 bis, del D. Lgs. n. 28 del 2010 i cui giudizi vengano introdotti con decreto ingiuntivo, una volta instaurato il giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto, a chi spetta l’onere di promuovere la procedura di mediazione?

E quali sono le conseguenze sul decreto ingiuntivo se la parte onerata non si attiva?

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è trovata a dirimere questo annoso contrasto che ha visto protagonista la mediazione civile obbligatoria ex lege nelle cause aventi ad oggetto condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Il caso

Il caso oggetto dell’importantissima sentenza delle Sezioni Unite 7 luglio – 18 settembre 2020 n. 19596 è quello che vedeva contrapposti una banca ed un cliente con il relativo fideiussore.

Avviato il ricorso per ingiunzione per il recupero dell’asserito credito da parte della banca, il cliente e il fideiussore promuovevano l’opposizione adducendo l’applicazione di interessi usurari con contestuale domanda riconvenzionale per il risarcimento dei danni patiti.

Dopo aver concesso in prima udienza la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto limitatamente ad una parte dell’importo, il giudice del Tribunale di Treviso assegnava termine per l’introduzione del procedimento di mediazione vertendosi in materia di contratti bancari.

La domanda di mediazione, tuttavia, non veniva nemmeno presentata e, al termine del giudizio, il Tribunale dichiarava l’improcedibilità sia dell’opposizione che della domanda riconvenzionale. In conseguenza di ciò, diventava definitivo il decreto ingiuntivo promosso dalla banca.

Il Giudice di prime cure arrivava a tale decisione sostenendo che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione fosse in capo a parte opponente sulla scorta di quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza 3 dicembre 2015 n. 24629.

Impugnata la decisione avanti alla Corte d’Appello di Venezia, quest’ultima dichiarava l’appello inammissibile ex art. 348-bis e 348-ter c.p.c. in quanto privo di ragionevoli probabilità di essere accolto, mostrando di condividere l’interpretazione della Corte di Cassazione già richiamata dal Tribunale di Treviso.

Cliente e fideiussore, pertanto, adivano la suprema Corte di Cassazione.

Gli orientamenti giurisprudenziali

Gli opposti orientamenti giurisprudenziali che si fronteggiavano erano due.

Da un lato vi era chi sosteneva che ad essere onerato del tentativo obbligatorio di mediazione dovesse essere “chi intende esercitare in giudizio un’azione”, ovvero il creditore opposto, cd. attore in senso sostanziale (Tribunale di Varese ordinanza 18.05.2012). Da ciò ne conseguiva che, in caso di mancato avvio della mediazione, oltre all’improcedibilità del giudizio di opposizione, veniva revocato anche il decreto ingiuntivo.

Dall’altro lato vi era invece chi affermava che nel procedimento per ingiunzione la domanda giudiziale vera e propria era la domanda di opposizione, e non quella sostanziale creditoria (Tribunale di Prato – sentenza 18.07.2011, Tribunale di Siena – sentenza 25.06.2012). In tal caso, quindi, qualora non fosse stato esperito il tentativo di mediazione, sarebbe stata dichiarata l’improcedibilità della sola opposizione, con conseguente definitività del decreto ingiuntivo.

La decisione delle Sezioni Unite

All’esito dell’udienza del 7.07.2020, con sentenza pubblicata il 18.09.2020 n. 19596, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ex lege, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo processo di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte convenuta opposta. Ne consegue che, ove la mediazione non venga attivata, alla pronuncia di improcedibilità consegue anche la revoca del decreto ingiuntivo.

Alla luce di tale principio di diritto, quindi, nel caso di specie, il ricorso del cliente e del fideiussore è stato accolto con cassazione della sentenza impugnata e declaratoria di improcedibilità della domanda principale e di quella riconvenzionale, nonché revoca del decreto ingiuntivo opposto.

Gli effetti sui futuri casi

Da tale importantissima sentenza se ne ricava che, d’ora innanzi, qualora un creditore intenda agire in via monitoria in una controversia soggetta all’obbligo di mediazione ex lege, lo stesso sarà gravato dell’onere di introdurre il procedimento di mediazione stessa, qualora dovesse subire l’opposizione; pena l’improcedibilità e la revoca del decreto ingiuntivo.

Avvocato Linda Girardi - Diritto bancario e recupero credito Foro di Treviso
Avvocato Linda Girardi, Diritto bancario e Recupero credito

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