Come sancito da numerose pronunce giurisprudenziali della Corte di Cassazione, assumere indebite ed immotivate iniziative finalizzate a spiare, occultare o nascondere in casa un micro registratore audio o delle microspie per controllare e registrare le attività del partner all’interno del domicilio (telefonate, incontri, colloqui vari) può comportare una condanna penale per interferenze illecite nella vita privata, anche quando si tratti di un coniuge o di un convivente, ed indipendentemente dalla stabile abitazione in casa. La vittima, proprio perché si trova in un luogo ove si svolgono episodi significativi della propria vita privata, è di regola fiduciosa che in tale contesto sia tutelata la sua privacy, pertanto è maggiormente esposta e vulnerabile nei confronti di un comportamento subdolo e sleale da parte della persona cui è affettivamente legata.
Sono quindi facilmente immaginabili i vantaggi, in caso di sospetta sorveglianza illecita da parte del coniuge, di un’efficace bonifica ambientale che riveli la presenza di questi strumenti non consentiti dall’ordinamento, la cui scoperta permette l’avvio di azioni giudiziarie in ambito civile e penale.