Conti correnti in rosso: i cambiamenti dal 1° gennaio 2021

LinkedInFacebookWhatsApp

Con l’inizio del nuovo anno sono entrate in vigore le nuove regole dell’Autorità Bancaria Europea (EBA), che fanno sì che gli addebiti automatici in conto corrente non siano più consentiti se il cliente non abbia sufficienti disponibilità liquide sul suo deposito bancario.

Il Regolamento dell’Unione Europea del 26 giugno 2013 n. 575 sui requisiti di capitale delle banche, introduce specifiche disposizioni sul default di un debitore. L’art. 178, infatti, dà mandato all’Autorità Bancaria Europea di emanare le linee guida in materia e alla Commissione Europea di adottare un regolamento delegato sulla misura della soglia di rilevanza delle esposizioni cosiddette “in arretrato”.

Che cosa cambia?

Le nuove regole – più stringenti rispetto a quelle finora adottate dalle banche italiane – prevedono che per finire in stato di default è sufficiente avere per più di 90 giorni consecutivi:

  • un arretrato pari o superiore a € 100,00 ovvero superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca, per privati e piccole e medie imprese,
  • un arretrato pari o superiore a € 500,00 ovvero superiore all’1% del totale delle esposizioni verso la banca, per tutte le altre imprese.

Qualora si verifichino i predetti sconfinamenti, il cliente verrà automaticamente classificato come “cattivo pagatore”.

Peraltro, non è più consentito nemmeno compensare gli importi scaduti con altre linee di credito non utilizzate dallo stesso debitore. Ciò significa che la banca dovrà classificare l’impresa in default anche qualora questa abbia altre linee di credito ancora disponibili che potrebbero essere utilizzate per compensare gli inadempimenti in essere ed evitare il default.

L’impresa in default anche con un solo finanziamento, quindi, si vedrà passare in default tutte le sue esposizioni nei confronti della banca.

È da precisare, tuttavia, che tale automatismo non opera per le PMI. Per quest’ultime, infatti, la banca potrà decidere di applicare la definizione di default su una singola linea di credito, a meno che l’arretrato su quest’ultima non rappresenti una parte significativa del complesso delle esposizioni bancarie verso il medesimo istituto.

Questo nuovo regime viene applicato solo dalle banche?

Occorre inoltre rilevare che le nuove regole in materia di default vengono applicate non solo alle banche, ma anche a tutti gli intermediari finanziari non bancari che esercitano il servizio di concessione del finanziamento sotto qualsiasi forma (a mero titolo esemplificativo: finanziarie, società di leasing, …).

Come si calcolano i giorni di arretrato?

I giorni di arretrato si calcolano a partire dal giorno successivo alla data in cui gli importi dovuti per capitale, interessi e commissioni non siano stati corrisposti ed abbiano superato le soglie di rilevanza sopra menzionate.

Quando termina lo stato di default?

Per uscire dallo stato di default devono trascorrere almeno tre mesi dal momento in cui non sussistono più le condizioni per classificare l’impresa in default.

Quali sono le conseguenze del default?

Il rischio del default è una fortissima stretta al credito con conseguenti inevitabili numerose segnalazioni alla centrale rischi e conseguenti riclassificazioni degli affidamenti alla clientela in caso di piccoli arretrati.

Con tale nuova normativa non sono più possibili nemmeno i piccoli sconfinamenti. Ciò significa che viene tolta ad artigiani, commercianti, piccoli imprenditori – ma anche più semplicemente alle famiglie – quella forma di flessibilità che, specie in questa fase temporale così critica, è fondamentale per far fronte ai piccoli pagamenti quali ad esempio quelli per le utenze o i piccoli finanziamenti.

Il consiglio è quindi quello di fare sempre un’accurata pianificazione finanziaria!

Avvocato Linda Girardi - Diritto bancario e recupero credito Foro di Treviso
Avvocato Linda Girardi, Diritto bancario e Recupero credito
Servizio Agoràpro collegato a questo articolo: Contenzioso bancario e finanziario

Per ricevere periodicamente le nostre news nella tua casella e-mail,
puoi iscriverti alla newsletter Agoràpro.