Coronavirus – Libertà di movimento e nuove sanzioni

Coronavirus e libertà di movimento: qui le Violazioni e le relative sanzioni previste, sia di natura amministrativa sia penale.

LinkedInFacebookWhatsAppEmail

News 11

Vediamo cosa prevede in concreto il Decreto Legge del 25 marzo 2020 n. 19.

1) Misure di Contenimento nella libertà di circolazione.

Tra le altre misure elencate l’articolo 1 del Decreto, che accorpa le regole e le restrizioni già adottate con i diversi provvedimenti emergenziali, alla lettera a) è ribadita la: “limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o altre specifiche ragioni”.

Ancora in tema di libertà di movimento è inoltre disciplinata, sempre dall’articolo 1, la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati.

2) Inasprimento delle Sanzioni

All’articolo 4 del decreto legge è previsto un nuovo sistema sanzionatorio da applicare alle persone sorprese a circolare senza esserne autorizzate.

Il D.L. N. 19/2020, infatti, nel riordinare l’intera disciplina emergenziale, a livello sanzionatorio introduce una multa che risulta di natura diversa ma più onerosa a livello economico.

La condotta del disobbediente alle restrizioni previste non integra più il reato di cui all’articolo 650 codice penale, bensì costituisce un illecito amministrativo, disciplinato secondo le regole previste dalla legge 24/11/1981 n. 689, intrecciate con le norme del Codice della Strada.

In caso della richiamata violazione è quindi ora prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400,00 a 3.000,00 euro.

Permane invece di rilevanza penale il comportamento della persona positiva sottoposta alla misura della quarantena che consapevolmente viola il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione.

Nel dettaglio le violazioni e le relative sanzioni

 Di natura amministrativa

Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento viene punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400,00 a euro 3.000,00 e non si applicano più le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Inoltre, se il mancato rispetto delle misure di contenimento avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

Sono comunque previste possibilità di pagamento in misura ridotta (euro 280,00) o minima (euro 400,00) a seconda del momento in cui si effettua il versamento.

Attenzione però alla reiterazione delle violazioni perché la sanzione amministrativa viene raddoppiata, e l’eventuale sanzione accessoria viene applicata nella misura massima.

Di natura penale

Permane il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora, per le persone sottoposte a quarantena in quanto risultate positive al virus ed è sanzionata ai sensi e per gli effetti del reato contravvenzionale previsto dall’art. 260 R.D. 27/071934, n. 1265, (Testo Unico delle leggi sanitarie) il cui assetto punitivo (appositamente modificato) prevede l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da euro 500,00 a euro 5.000,00.

Questo sempre che il fatto non integri il delitto contemplato all’articolo 452, primo comma n. 2, del codice penale (Delitto colposo contro la salute pubblica) per il quale è prevista la pena della reclusione da 1 a 5 anni.

3) Potere alle Regioni di emanare ordinanze più restrittive

Infine le Regioni in virtù del Decreto Legge, per il periodo emergenziale (ad oggi dichiarato fino al 31 luglio 2020), potranno applicare delle ordinanze anche più severe e restrittive rispetto a quelle nazionali in relazione alle specifiche emergenze; rimane comunque al Governo il ruolo di omogenizzazione dei provvedimenti su tutto il territorio nazionale riservandosi il diritto di confermare o meno le varie ordinanze regionali.

Scritto da:
Avvocato Luisa Osellame, Diritto penale, Patrocinante in Cassazione

Per ricevere periodicamente le nostre news nella tua casella e-mail,
iscriviti alla newsletter Agoràpro.

LinkedInFacebookWhatsAppEmail