Coronavirus – Minori e genitori divisi dopo il 22 marzo 2020

Cosa è cambiato con il nuovo Decreto del 22.3.2020? la motivazione "situazione di necessità" che rende lecito lo spostamento è stata sostituita con la "assoluta urgenza" solo per gli spostamenti da un Comune all'altro.

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News 9

Con l’articolo dell’11 marzo 2020  “Genitori divisi e coronavirus” avevamo fornito alcune indicazioni relative allo spostamento dei genitori o dei figli minori in famiglie in cui è intervenuta la separazione, il divorzio, o la fine della convivenza.

Quelle indicazioni erano state fornite sulla base di quanto previsto nel DPCM 8.3.2020, all’art. 1, lettera a) , la cui applicazione era stata estesa a tutto il territorio nazionale con il DPCM 9.3.2020, art. 1, n. 1.

Sulla base di quella normativa, era possibile lo spostamento delle persone fisiche esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Era altresì consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Si era dunque concluso che fosse possibile e consentito lo spostamento dei genitori divisi e/o dei loro figli minori, sempre che tale spostamento fosse giustificato dalla necessità di rispettare i tempi di permanenza come stabiliti nel provvedimento di separazione, di divorzio o di regolamentazione in caso di cessazione della convivenza.

Tale conclusione era supportata anche dall’espressa indicazione contenuta nelle “FAQ“ allora  pubblicate sul sito del Governo.

Cosa è cambiato con il nuovo Decreto del 22.3.2020?

Se lo spostamento deve svolgersi all’interno dello stesso Comune, possono senz’altro considerarsi ancora valide, alla data odierna (25.3.2020), le indicazioni precedentemente fornite .

Il DPCM del 22.3.2020, art. 1, lettera b), ha invece introdotto una restrizione degli spostamenti delle persone fisiche “da un Comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano ed ha soppresso il permesso di rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo che per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute“.

Dunque, la motivazione “situazione di necessità” che rende lecito lo spostamento è stata sostituita con la “assoluta urgenza” solo per gli spostamenti da un Comune all’altro .

Tuttavia, proprio alla “situazione di necessità” era stata ricondotta l’esigenza, effettivamente essenziale per il figlio minore, di trascorrere del tempo con ciascuno dei genitori.

Sembrerebbe, dunque, ad una prima lettura e sulla base di un’interpretazione letterale delle nuove norme, che lo spostamento tra diversi Comuni non sia più consentito per rispettare i tempi di permanenza ed il diritto di visita.

Tuttavia, la soluzione non è né semplice né univoca, ed è ancora da considerare parzialmente possibile lo spostamento di genitori divisi e di figli minori per rispettare i tempi di permanenza. E’ tuttavia consigliata una valutazione caso per caso, senza generalizzazioni.

Come comportarsi dopo il 22 marzo 2020 se i genitori risiedono o dimorano in Comuni diversi? Tre aspetti da considerare.

  • 1. Il benessere del minore.

L’ordinamento italiano considera preminente la tutela del “prioritario interesse del minore”, che deve costituire una guida all’applicazione concreta delle norme generali e astratte.

In questo periodo di scombussolamento delle abitudini, che persino noi adulti fatichiamo ad accettare, continuare a frequentare entrambi i genitori si rivela fondamentale per il benessere e l’equilibrio di bambini e adolescenti.

  • 2. La Circolare del Ministero dell’Interno

La Circolare del Ministero dell’Interno del 23.3.2020 dedica un apposito paragrafo esplicativo agli “spostamenti”, ove si afferma: “[…] Rimangono consentiti, ai sensi del citato art. 1, lett. a) del d.P.C.M. 8 marzo 2020, i movimenti effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere […]“.

Sono quindi opportunamente da valutare due aspetti:
– se lo spostamento dei genitori divisi e dei figli sia una necessità che rivesta carattere di quotidianità (ad esempio accompagnare i figli dall’altro genitore per recarsi a lavoro quotidianamente e non lasciarli soli a casa);
– se le distanze da percorrere possano essere considerate “brevi”.

  • 3. Le “FAQ” sul sito internet del Governo.

Le FAQ sul sito istituzionale del Governo sono state aggiornate il 23 marzo 2020 (e quindi dopo l’entrata in vigore delle restrizioni di cui al DPCM del 22.3.2020). All’interno delle risposte fornite si legge: “Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.“.

Una FAQ pubblicata su un sito, per quanto istituzionale e del Governo, non costituisce una fonte di diritto e non può prevalere su quanto previsto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. A parere della scrivente, tuttavia, essa costuisce pur sempre una indicazione istituzionale che, come tale, legittima il cittadino a fare affidamento su quanto ivi comunicato.

In conclusione, dunque, raccomandiamo di valutare tutti gli aspetti sopra indicati ed in caso di spostamenti di portare sempre con sé il provvedimento di regolamentazione dei tempi di permanenza, al quale è necessario attenersi.

Avvocato Maria Novella Galizia Diritto di Famiglia, delle Persone e delle Successioni, coFounder Agoràpro
Avvocato Maria Novella Galizia Diritto di Famiglia, delle Persone e delle Successioni
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