F.I.R.: le conseguenze se non si integra la documentazione

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Nei mesi scorsi vi abbiamo parlato più volte dell’istanza di indennizzo che poteva essere presentata da parte di tutti quei risparmiatori che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018 (tra cui Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza).

[Vd. articoli Il FIR ai tempi del Coronavirus e FIR iniziano i pagamenti]

La finestra temporale per il deposito di tale istanza al Fondo Indennizzo Risparmiatori si è chiusa il 18.06.2020.

A tale data, la Segreteria della Commissione Tecnica F.I.R. incaricata per l’esame delle varie istanze ha fatto sapere che:

  • vi sono stati oltre 92 mila utenti registrati,
  • sono state regolarmente presentate ed acquisite n.144.245 domande di indennizzo tramite la piattaforma informatica dedicata,
  • il valore complessivo degli strumenti finanziari per i quali è stato richiesto l’indennizzo ammonta a complessivi 28,98 mld di euro di cui 27,77 mld per le azioni e 1,21 mld per le obbligazioni subordinate;
  •  il 94% delle domande si riferisce alle azioni mentre solo il 6% alle obbligazioni subordinate,
  •  l’87% delle domande presentate afferiscono alla cosiddetta procedura forfettaria e il 13% a quella ordinaria,
  • gli Istituti principalmente interessati sono Banca Intesa San Paolo (cessionaria di Banca Popolare di Vicenza in L.C.A. e Veneto Banca in L.C.A.) con n. 98.385 domande, Ubi Banca (cessionaria di Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, di Banche delle Marche e di Cassa di Risparmio di Chieti) con 28.695 domande e BPER (cessionaria di Cassa di Risparmio di Ferrara in lca) con 17.724 domande.

La Commissione Tecnica è quindi passata al vaglio di tutte le istanze ricevute e, per la maggior parte di queste, stanno arrivando – o sono già arrivate – alcune richieste di integrazione documentale da presentare entro un termine perentorio indicato dalla Commissione medesima.

È stato rilevato, tuttavia, che i risparmiatori destinatari di tale richiesta integrativa, spesso non si adoperano per fornire quanto richiesto. Nella maggior parte dei casi ciò avviene poiché non accedono in maniera frequente al portale del F.I.R. o perché la mail di richiesta della Commissione finisce nella cartella “spam”.

Pertanto, la Commissione Tecnica, nelle sedute del 7 e del 14 gennaio scorso, ha deliberato di inviare una comunicazione contenente il preavviso del rigetto della domanda di indennizzo, solo a coloro ai quali è già stata inviata una richiesta di integrazione, poi rimasta senza effetto. Tramite tale comunicazione, la richiesta di integrazione verrà reiterata con riferimento a quanto già indicato in sede di primo invio e sarà concesso un ulteriore termine di 14 giorni ai fini dell’adempimento della stessa.

Il consiglio è quindi quello di accedere, se non quotidianamente, almeno settimanalmente al portale del F.I.R. e tener monitorate le proprie caselle di posta elettronica ordinaria e certificata in modo tale da non far “scappare” le comunicazioni eventualmente ricevute ed assicurarsi l’adempimento delle richieste integrative nei termini concessi.

Avvocato Linda Girardi - Diritto bancario e recupero credito Foro di Treviso
Avvocato Linda Girardi, Diritto bancario e Recupero credito
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