Il mantenimento dei figli tra genitori separati

Chi stabilisce e come, l’ammontare del mantenimento dei figli? Quali spese possono essere considerate ordinarie e quali straordinarie?

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L’obbligo di mantenimento sorge per il fatto stesso di essere genitore e perdura finché i figli non saranno maggiorenni ed economicamente autosufficienti. L’obbligo di mantenere il figlio maggiorenne cessa anche nel caso in cui quest’ultimo, colpevolmente, non si dia da fare per completare gli studi o ricercare un lavoro.

Nella famiglia unita si fa fronte al mantenimento dei figli insieme, condividendone il peso, sia esso economico o materiale.

Purtroppo, però, spesso la prospettiva cambia quando i genitori si separano. L’importo dovuto per il mantenimento dei figli sembra sempre “troppo” per chi è obbligato a corrisponderlo e “troppo poco” per chi ha il diritto di riceverlo.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza su alcuni aspetti basilari, ricordando che ogni caso presenta le proprie particolarità e che l’argomento, se ci tocca personalmente, va necessariamente affrontato richiedendo un parere personalizzato.

Come si stabilisce l’ammontare del mantenimento?

In caso di separazione, divorzio, fine della coppia di fatto, i genitori possono liberamente pattuire le modalità con cui provvedere al mantenimento dei figli, fermo restando che entrambi sono obbligati a farvi fronte proporzionalmente al proprio reddito.

Il giudice, in caso di disaccordo, “stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità”, seguendo alcuni specifici parametri (vedi infografica pag. 4).

In genere, il genitore che trascorre meno tempo con i figli deve versare l’assegno periodico al genitore che li ha con sé in via prevalente e che si occupa di accudirli e di provvedere a loro in termini di vitto, alloggio, vestiario, esigenze quotidiane ed ordinarie. Questo “contributo al mantenimento ordinario” viene predeterminato in misura fissa, generalmente mensile. Non esistono, però, delle “tabelle” con gli importi prestabiliti.

L’assegno è soggetto ad un adeguamento periodico e, in caso di modifica delle circostanze oggettive che influiscono sui parametri (esigenze dei figli, redditi ei genitori, tempi di permanenza con i genitori, ecc.), può essere aumentato diminuito, con un apposito procedimento.

I parametri considerati dal giudice per stabilire l’assegno di mantenimento

Il mantenimento diretto

Con “mantenimento diretto” si intende che ognuno dei genitori provvede alle esigenze materiali ed economiche dei figli quando li ha con sé. Senza, dunque, alcun assegno di mantenimento.

La giurisprudenza, tuttavia, nutre delle forti resistenze nell’adottare questo sistema. Purtroppo, infatti, i rischi che i genitori litighino su chi dei due debba acquistare le scarpe o la ricarica del cellulare per i figli o pagare il biglietto del cinema in cui si recano con gli amici, sono più alti di quanto possa sembrare.
Per questo motivo, i Tribunali tendono a considerare il mantenimento diretto da parte di entrambi i genitori rispondente all’interesse dei figli solo quando non vi è conflittualità o quando detto regime è già stato ben collaudato.

Le spese straordinarie

Non rientrano nel mantenimento ordinario, e vanno conteggiati a parte, gli esborsi per le spese cd. “straordinarie” per i figli. Si tratta di quelle spese che esulano dalla quotidianità perché sono imprevedibili o perché vanno affrontate una tantum, come ad esempio quelle mediche, quelle scolastiche di inizio anno o quelle per la patente di guida. Per queste spese, ogni genitore contribuisce in misura percentuale, prestabilita su accordo o dal giudice, a seconda delle capacità reddituali e patrimoniali di ciascuno.

La differenza tra una spesa straordinaria ed una ordinaria non è sempre netta, e sul punto anche la giurisprudenza periodicamente evolve le sue interpretazioni.

Per questo motivo, quasi tutti i Tribunali d’Italia hanno adottato dei “protocolli” che, a monte, stabiliscono sia quali spese siano ordinarie e quali straordinarie, sia per quali, tra quelle straordinarie, sia necessario l’accordo di entrambi i genitori. Ad esempio, se un genitore decidesse di comprare al figlio un cavallo per fargli fare equitazione, l’altro non sarebbe obbligato a contribuire. Diversamente, se fossero necessarie cure mediche costose, il disaccordo del singolo genitore passerebbe in secondo piano, essendo prioritaria la salute del figlio.

Le discussioni sulle spese straordinarie, quando il conflitto tra genitori è alto, costituiscono una delle maggiori cause di litigio.

In questi casi, è bene fare in modo che dette spese straordinarie vengano a monte dettagliate il più possibile, per evitare che vi siano “zone grigie”, che costituiscono terreno fertile per gli scontri, le cui conseguenze ricadono sui figli coinvolti.

Avvocato Maria Novella Galizia Diritto di Famiglia, delle Persone e delle Successioni, coFounder Agoràpro
Avvocato Maria Novella Galizia
Diritto di Famiglia, delle Persone e delle Successioni
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