Obbligo scolastico e obbligo formativo

LinkedInFacebookWhatsApp
Cosa succede se mio figlio/a non vuole più andare a scuola

In Italia l’obbligo scolastico è definito in almeno 10 anni e riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Tale obbligo ha come obiettivo il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il compimento della maggiore età. L’istruzione obbligatoria è gratuita.

L’obbligo di istruzione può essere assolto:
– nelle scuole statali e paritarie;
– nelle strutture accreditate dalle Regioni per la formazione professionale;
– attraverso l’istruzione parentale.

Va precisato fin da subito che non ha assolto l’obbligo scolastico quel giovane che, nonostante il compimento dei 16 anni, non ha raggiunto i 10 anni di frequenza oggettiva. Ovvero, per chiarire ulteriormente: se un ragazzo ha compiuto 16 anni ma è stato bocciato a causa di numerose assenze avvenute nel corso dell’anno scolastico, in quel caso non ha maturato i 10 anni di frequenza. Di conseguenza, non avrà assolto l’obbligo scolastico e sarà quindi costretto a ripetere l’anno.

L’obbligo formativo riguarda invece il diritto/dovere dei ragazzi che hanno assolto l’obbligo scolastico, di frequentare attività formative fino all’età di 18 anni.

Ogni giovane, quindi, potrà scegliere di assolvere l’obbligo formativo in uno dei seguenti modi:

– proseguendo gli studi nel sistema dell’istruzione scolastica,
– frequentando un corso professionale la cui competenza è della Regione e della Provincia (esempio CFP);
– iniziando il percorso di apprendistato;
– frequentando un corso di istruzione per adulti presso un Centro Provinciale per l’istruzione degli adulti.

Cosa succede quando un ragazzo non frequenta la scuola?

Mettendo un attimo da parte l’analisi sia delle cause che stanno alla base di una mancata frequenza scolastica del ragazzo sia degli effetti che l’abbandono scolastico produce anche da punto di vista sociologico, cosa succede quando uno studente non va a scuola?

Innanzi tutto va chiarita la differenza tra abbandono scolastico ed evasione scolastica.

Con evasione scolastica si fa riferimento ai minori che non risultano iscritti o che non frequentano la scuola dell’obbligo o che interrompono gli studi prima del compimento del sedicesimo anno di età.

L’abbandono scolastico riguarda invece l’interruzione degli studi prima del conseguimento del titolo di studio; riguarda quindi i ragazzi maggiori di 16 anni.

Solitamente, a fronte di una mancata frequenza ingiustificata o mancata iscrizione, l’Ufficio Scolastico invia una segnalazione al comune di residenza dello studente che procede con un accertamento della situazione e con la rilevazione delle cause dell’assenza.

I genitori sono i primi ad essere coinvolti nel dover giustificare l’assenza, essendo essi stessi implicati direttamente nella vigilanza della frequenza scolastica del figlio.

Spesso l’indagine di evasione scolastica viene svolta dalla Polizia Locale, talvolta congiuntamente ai Servizi Sociali.

Come fronteggiare la dispersione scolastica?

Tra gli attori coinvolti nella gestione dei casi di dispersione scolastica – sia nei casi di evasione, sia di abbandono scolastico – oltre a Scuola, Comune, Servizi Sociali, vi è anche il Centro per l’Impiego. Quest’ultimo, attraverso gli Youth Corner, svolge un’importante attività di orientamento dei ragazzi, accompagnandoli nella definizione di un progetto formativo e professionale.

Ad esempio, una progettualità che Veneto Lavoro promuove per i giovani dai 15 ai 29 anni che non sono impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un regolare corso di studi (i cosiddetti NEETNot in Education, Employment or Training) è Garanzia Giovani (per approfondire: www.cliclavoroveneto.it/garanzia-giovani ).

Lo scopo di tale progetto è evitare l’esclusione sociale del giovane NEET, inserendolo all’interno di percorsi formativi e/o di inserimento lavorativo come apprendistato o tirocinio.

Altre proposte interessanti per fronteggiare la dispersione scolastica sono:
– l’iscrizione ai CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) che, attraverso un percorso ed approccio dedicati, si occupano anche di accompagnare il ragazzo al conseguimento del diploma di terza media.
– L’iscrizione ad una scuola che applica il modello di apprendimento duale alternando momenti di formazione in aula a momenti di formazione pratica all’interno di realtà lavorative o ambienti che le ricreano. Tale metodologia rappresenta un’occasione per orientarsi nel mercato del lavoro acquisendo competenze spendibili nel breve tempo (per approfondire: http://www.sistemaduale.anpal.gov.it/Pagine/default.aspx ).
– La partecipazione ad iniziative di alternanza scuola-lavoro.

A mio parere, queste alternative possono rappresentare il giusto compromesso per permettere a quei ragazzi che non amano la scuola (ma che si ritrovano a dovervi rimanere “perché così la legge vuole”), di apprendere attraverso attività più pratiche.

Quello che voglio dire è che, se fino a qualche tempo fa uno studente aspettava la fine della terza media per poter andare a lavorare, quello stesso giovane, oggi, rischia di sentirsi intrappolato all’interno del contesto scolastico, tanto da ricercare delle vie di fuga.

Ecco che allora l’inserimento di quello studente, apparentemente poco motivato, in un progetto mirato che preveda: una prima fase di orientamento che faccia emergere i suoi interessi (anche attraverso l’avvio di un percorso di coaching) e, successivamente, l’attivazione del sistema di apprendimento duale o dell’alternanza scuola lavoro o dell’accesso al Garanzia Giovani (puoi consultare anche www.cliclavoroveneto.it/studiare) può rappresentare, sì, una soluzione efficace per permettere a quel ragazzo di sfruttare il contesto formativo per la sua realizzazione.

Chiara Zanella, Partner Agoràpro - Life&Family Coach - Genitorialità, minori, sviluppo personale
Chiara Zanella, Life&Family Coach
Servizio Agoràpro collegato a questo articolo: Life & Family Coaching

Per ricevere periodicamente le nostre news nella tua casella e-mail,
iscriviti alla newsletter Agoràpro.