Scuola pubblica o scuola privata?

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Cosa ne pensa il giudice quando i genitori non sono d’accordo

Uno degli interrogativi che i genitori possono porsi riguarda la scelta tra scuola pubblica e scuola privata (o paritaria).  

Nel selezionare l’istituto scolastico presso cui iscrivere i figli, si tiene conto di molteplici fattori. Nel caso in cui si prenda in considerazione anche la possibilità di una scuola privata, alle già numerose altre valutazioni si aggiunge anche quella economica.

Spesso la questione diventa fonte di scontro tra i genitori, non solo nelle famiglie in cui è intervenuta una separazione. 

Più giovane sarà il figlio, più difficile sarà dirimere lo scontro. I figli più grandi, infatti, saranno maggiormente in grado di riconoscere ed esprimere le proprie inclinazioni, capacità ed aspirazioni, criteri che i genitori dovranno tenere in considerazione in via prioritaria. 

Cosa fare in caso di scontro tra i genitori?

Se i due genitori la pensano in modo diverso sul punto, il primo passo da fare è quello di informarsi insieme e confrontarsi il più possibile in modo costruttivo. È opportuno, infatti, comunicare reciprocamente rispettando le opinioni dell’altro e tenendo presente che sarà il figlio, poi, a vivere quotidianamente la realtà scolastica e a farne bagaglio per il suo futuro.

Qualora i genitori non siano in grado di prendere una decisione concorde, la consulenza psicologica può offrire un valido sostegno oltre che un aiuto per far emergere in modo adeguato quali possano essere le paure, le difficoltà o i desideri di ognuno che fanno propendere per l’una o per l’altra opzione.  

Nel caso in cui invece le ostilità tra i genitori siano acclarate anche su altri fronti e non siano “mediabili” (come può accadere in alcune separazioni, in cui purtroppo è il conflitto stesso a farla da padrone), un buon rimedio può essere quello di ricorrere alla figura del coordinatore genitoriale. 

Qualora, tuttavia, il Tribunale costituisca per i genitori l’unica strada percorribile, vale la pena avere un paio di informazioni di base.

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Innanzi tutto, è bene sapere che la tipologia di decisione per la coppia unita è differente da quella per la coppia divisa. Nel primo caso, infatti, l’ordinamento cerca di salvaguardare l’unità familiare. Nel secondo, invece, il giudice assume direttamente le decisioni ritenute più adeguate nel caso concreto.

Inoltre, al fine di evitare inutili contenziosi giudiziari, è opportuno conoscere qual è la posizione della giurisprudenza in merito a questo argomento. 

Analizziamo quindi questi diversi aspetti un po’ più in dettaglio. 

La decisione del giudice nel caso di famiglia unita

La responsabilità genitoriale è di entrambi i genitori e dovrebbe essere da loro esercitata di comune accordo, “tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio” (art. 316 cc).

In caso di contrasto su questioni di particolare importanza come quella della scelta della scuola per i figli, se la famiglia è unita, ciascuno dei genitori può ricorrere al giudice “indicando i provvedimenti che ritiene più idonei” (art. 316, II co. c.c.).

Il giudice, ascoltati i genitori e, in alcuni casi, il figlio, suggerirà le determinazioni che ritiene più utili nell’interesse del figlio e dell’unità familiare.

Ove, tuttavia, nonostante i suggerimenti il contrasto permanga, il giudice attribuirà il potere di decisione al genitore che, nel singolo caso, riterrà più idoneo a curare l’interesse del figlio

La decisione del giudice nel caso di famiglia divisa 

I passaggi illustrati nel paragrafo precedente, per costante orientamento giurisprudenziale, si applicano solo nel caso in cui la coppia genitoriale non sia separata neppure di fatto. 

In tutti gli altri casi, quando i genitori sottoporranno al giudice il contrasto sulla scelta tra scuola privata o pubblica, chiedendogli di pronunciarsi, egli deciderà direttamente per il figlio minore, con la prioritaria finalità di tutelare il suo interesse, essendo ormai compromessa l’unità familiare. 

Ovviamente, non sempre la separazione porta con sé contrasti di questo tipo. Tuttavia, accade spesso che lo scontro si fondi su ragioni educative (quando, ad esempio, l’istituto privato sia espressione di una fede religiosa non condivisa) o economiche (nel caso in cui ad esempio uno dei genitori reputi non affrontabili i costi per le rette scolastiche della scuola privata). 

La decisione del giudice sul punto può intervenire nei giudizi di separazione, di divorzio, di cessazione della convivenza di fatto, di modifica delle condizioni già dettate in passato in quelle sedi, o di apposito giudizio introdotto ai sensi dell’art. 709 ter, c.p.c.  Quest’ultima è, infatti, la norma di riferimento sulle scelte da adottare nell’interesse del figlio minore, per il caso di contrasto tra i genitori separati anche solo di fatto.

In pratica, alla decisione che sarebbe bene i genitori assumessero di comune accordo, si sostituirà quella del giudice.

Anche in questo caso, ovviamente, i genitori esporranno le rispettive ragioni ed il giudice dovrà procedere, quasi sempre, all’ascolto del minore su cui ricadrà la decisione.

Come la pensa la giurisprudenza sull’argomento

A parte le questioni procedurali, per quanto riguarda l’aspetto sostanziale della scelta, occorre sapere che il criterio generale applicato in tutti i giudizi civili in cui sono coinvolti i figli minorenni è quello della tutela del loro “preminente interesse”. 

È il preminente interesse del minore, quindi, a prevalere sulle ragioni dei genitori e, in caso di contrasto tra loro, a guidare la decisione che coinvolge il figlio.

A questo principio di base, nell’ambito della scelta tra scuola pubblica e privata, si affianca l’orientamento giurisprudenziale consolidato per cui viene privilegiata l’istruzione pubblicapoiché espressione primaria e diretta del sistema nazionale di istruzione nonché esplicazione principale del diritto costituzionale alla istruzione” (così Tribunale di Milano, decreto del 4.2.2015, Pres. Est. Gloria Servetti). 

Tuttavia ciò non esclude che in alcuni casi, proprio in virtù del preminente interesse del minore, la scuola privata o paritaria venga considerata più adatta per le esigenze specifiche del figlio nel caso concreto. 

Ciò accade ad esempio nel caso in cui il figlio già frequenti una scuola privata e venga quindi considerato contrario al suo interesse, a percorso scolastico già intrapreso, un cambiamento di istituto e quindi di compagni e ambienti già conosciuti. Questa valutazione interviene a maggior ragione ove, come spesso accade, il contrasto sulla scelta della scuola si verifichi in coincidenza di una separazione tra genitori, momento in cui è invece più opportuno salvaguardare gli elementi di stabilità per i figli.

In altri casi, l’offerta formativa dell’istituto privato o paritario può coincidere con una peculiare esigenza dello studente che magari ha la necessità di ricorrere ad approcci educativi o metodi di insegnamento specifici o individualizzati

Le circostanze che rendono più opportuna l’iscrizione del figlio ad un istituto privato o paritario vanno sempre valutate dal giudice nel singolo caso concreto, proprio perché dipendono dalle singole situazioni oggettive e soggettive.

Quindi, qualora si voglia ottenere un provvedimento del giudice che permetta un’opzione diversa dall’iscrizione alla scuola pubblica, sarà necessario offrire le prove specifiche di dette circostanze, non essendo sufficienti richiami generici a questioni di principio, argomentazioni generaliste o riferimenti a “fatti notori”. 

Qualora difettino ragioni serie ed oggettive (o le relative prove) che rendano indicata, per il figlio, l’iscrizione alla scuola privata, il Tribunale con tutta probabilità si pronuncerà in favore dell’iscrizione alla scuola pubblica. 

Una adeguata valutazione preliminare delle circostanze e dello specifico caso concreto permette non solo di ridurre i rischi di inutili e dispendiosi contenziosi giudiziari, ma anche di salvaguardare la serenità dei figli minori convolti.

Avvocato Maria Novella Galizia Diritto di Famiglia, delle Persone e delle Successioni, coFounder Agoràpro
Avv. Maria Novella Galizia Diritto di Famiglia,
delle Persone e
delle Successioni
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