Decreto “Cura Italia” – Sospensione dei mutui per la prima casa

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Il nuovissimo Decreto Legge cd. “Cura Italia” n. 18 del 17.03.2020, varato per contenere l’impatto della pandemia da Coronavirus sull’economia italiana, pone nuove regole in materia di mutui.

Le misure straordinarie adottate dal Governo italiano riguardano infatti anche chi ha contratto un mutuo per l’acquisto della prima casa e si trova oggi in gravi difficoltà ad onorare le rate mensili.

Quale era la disciplina ante decreto?

La possibilità di sospendere le rate del mutuo era già prevista “ante Coronavirus” dal Fondo di Solidarietà (cd. “Fondo Gasparrini”) di cui all’art. 2, commi da 475 a 480 della Legge n. 244/2007 , come modificato dalla Legge n. 92/2012.

La disciplina attuativa del Fondo è poi stata adottata con regolamento di cui al D.M. n 132 del 21/06/2010 , come modificato dal D.M. n. 37 del 22.02.2013 .

Detto Fondo, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e gestito da Consap s.p.a., consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa (non di lusso) di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a 18 mesi nel corso dell’esecuzione del contratto.

Tale beneficio può essere chiesto dal titolare di un contratto di mutuo del valore non superiore a € 250.000,00 ed in possesso di indicatore ISEE non superiore a € 30.000,00.

La sospensione può avvenire al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà tali da incidere in maniera significativa sul reddito complessivo del nucleo familiare, ovvero:

a) cessazione del rapporto di lavoro subordinato ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;

b) cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato di cui all’articolo 409, n. 3) del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;

c) morte o riconoscimento di handicap grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero di invalidità civile non inferiore all’80 per cento.

V’è da ricordare che la sospensione regolata dalle norme sopra citate riguarda solo il pagamento della quota capitale del mutuo, mentre sono rimborsati dal Fondo alla banca gli oneri finanziari pari alla quota interessi delle rate per le quali ha effetto la sospensione del pagamento da parte del mutuatario.

Cosa cambia con il nuovo decreto?

Oggi, con il nuovo Decreto “Cura Italia” è possibile richiedere la sospensione del mutuo per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto legge.

Oltre ai soggetti già indicati nella legislazione precedente, l’art. 54 del D.L. n. 18/2020 stabilisce che in questo particolare momento storico possono beneficiare di tale sospensione anche  i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti che autocertifichino “… di aver registrato in un trimestre successivo al 21.02.2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus …”.

Il Fondo provvederà al pagamento degli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Come fare la richiesta di sospensione del mutuo?

La domanda di sospensione del mutuo va presentata alla stessa banca erogatrice del finanziamento, compilando il modulo che sarà disponibile sul portale di Consap s.p.a. non appena sarà pubblicato il regolamento attuativo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, al quale andrà allegata tutta la documentazione necessaria che attesti la sussistenza dei requisiti necessari per poter accedere al Fondo.

La decisione sulla sospensione o meno dal pagamento delle rate spetta a Consap s.p.a. a cui la banca inoltrerà la relativa richiesta.

Con riferimento alla documentazione da presentare, ricordiamo che il Decreto anti-Covid-19 ha esentato i soggetti richiedenti la sospensione dalla presentazione del modello ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

Conviene davvero a tutti chiedere la sospensione?

Ovviamente chi, in questo particolare momento storico, non ha più alcuna entrata economica o questa è largamente ridotta per la riduzione dell’orario di lavoro o l’impossibilità di svolgere la propria attività autonoma a seguito dei divieti derivanti dalla pandemia da Covid-19, non ha molta scelta se non quella di chiedere la sospensione.

Per chi invece, pur avendo i requisiti per chiedere la sospensione, non ha stringenti necessità di rinviare il pagamento delle rate, sarebbe meglio rifletterci un po’ su e magari chiedere consiglio ad un professionista della materia.

Infatti è bene ricordare che il blocco temporaneo del mutuo fa aumentare il costo complessivo degli interessi e, per quanto questi siano oramai molto bassi, si tratterà sempre di un costo in più.

Più alto sarà il capitale da rimborsare (e quindi più recente sarà la data di sottoscrizione del contratto di mutuo), e più gravosi saranno gli interessi.

Ma anche per i vecchi mutui ove il capitale residuo risulti relativamente basso, la sospensione potrebbe risultare comunque onerosa in quanto il tasso di interesse all’epoca concordato potrebbe essere superiore a quelli attualmente praticati.

Ad oggi non sappiamo ancora se questi interessi andranno pagati subito, alla fine della sospensione o gradualmente nel corso dell’ammortamento: su questo dovremo attendere il regolamento attuativo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il consiglio è quindi quello di compiere un’attenta valutazione sulla convenienza o meno dell’operazione.

Avvocato Linda Girardi - Diritto bancario e Recupero credito, Foro di Treviso - Partner Agoràpro
Avvocato Linda Girardi, Diritto bancario e Recupero credito
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