“Sostegni”: contributo a fondo perduto anche per professionisti

LinkedInFacebookWhatsApp

Il DL Sostegni ha confermato l’erogazione di un contributo a fondo perduto destinato ai soggetti titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, arte e professione o titolari di reddito agrario residenti o stabiliti nel territorio dello Stato. Possono, pertanto, usufruire di tale aiuto anche i professionisti (ordinistici e non ordinistici), a differenza di quanto accaduto in passato.

Il contributo è commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile subita nell’anno 2020 rispetto all’anno 2019 e richiede il rispetto di due requisiti:

  1. ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nel 2019
  2. l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. 

Contribuenti esclusi

Sono esclusi da contributo a fondo perduto:

  • i soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”), con la sola eccezione degli eredi che hanno attivato partita Iva successivamente a tale data per la prosecuzione dell’attività di soggetto deceduto;
  • i soggetti la cui attività è cessata alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”);
  • gli enti pubblici, di cui all’art. 74 del Tuir;
  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione, di cui all’art. 162-bis del Tuir.

Calcolo del contributo spettante

Il nuovo contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019, secondo le seguenti fasce prestabilite:

  • 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro
  • 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro
  • 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro
  • 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro
  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro

Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in caso di assenza di calo di fatturato del 30%. Tali soggetti dovranno determinare il fatturato medio 2019 in rapporto ai mesi di attivazione della partita IVA, non considerando l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi la cui data di effettuazione dell’operazione cade nel mese di attivazione della partita Iva.  In altre parole, in questi casi deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita Iva.

Per tutti i soggetti l’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 euro ed è previsto un contributo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Si ricorda che il contributo non concorre alla formazione del reddito, sia ai fini delle imposte dirette che ai fini IRAP.

Novità prevista per questo nuovo contributo è la possibilità di trasformarlo in un credito di imposta da compensare con altri tributi o contributi in F24, in alternativa al classico accredito sul conto corrente.

Come richiedere il contributo

Per richiedere il contributo a fondo perduto sarà necessario presentare apposita istanza telematica all’Agenzia delle Entrate (direttamente o tramite intermediario abilitato) a partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio 2021, mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021.

L’istanza deve contenere:

  • il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo (e del suo rappresentante legale, nel caso di richiedente diverso da persona fisica ovvero nel caso di richiedente minore o interdetto). Nel caso di erede che prosegue l’attività di un soggetto deceduto, occorre indicare anche il codice fiscale di quest’ultimo;
  • i dati attestanti il possesso dei requisiti previsti e quelli necessari per determinare l’ammontare del contributo spettante, cioè la fascia dei ricavi o compensi dell’anno 2019 e gli importi della media mensile del fatturato e dei corrispettivi degli anni 2019 e 2020;
  • se la partita Iva è stata attivata successivamente al 31 dicembre 2018;
  • se il soggetto richiedente intende optare per l’accredito sul conto corrente o per il riconoscimento del credito d’imposta da utilizzare in compensazione. Nel caso di opzione relativa all’accredito su conto corrente, il soggetto richiedente dovrà indicare l’Iban corrispondente al conto corrente bancario o postale sul quale l’Agenzia delle entrate erogherà il contributo.
Chiara Plazzotta Dottore Commercialista - Agoràpro - Consulenza fiscale e contabile a professionisti, agenti, forfetari, privati
Chiara Plazzotta Dott. Commercialista, Revisore legale dei conti
Servizio Agoràpro collegato a questo articolo: Consulenza contabile, fiscale ed amministrativa liberi professionisti

Per ricevere periodicamente le nostre news nella tua casella e-mail,
iscriviti alla newsletter Agoràpro.