(Video) Patrimoniale o no?

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Di patrimoniale si continua a parlare dal 16 maggio scorso, giorno in cui il Presidente del Consiglio ha dichiarato che in Italia esiste un grande risparmio privato e che per fronteggiare il fabbisogno che la crisi da Covid-19 ha generato, ci sono tanti progetti in vista.
Tale dichiarazione ha fatto tornare in auge la domanda ““Il governo quindi attingerà dai patrimoni degli italiani per reperire risorse e fronteggiare le necessità delle casse pubbliche?”.

La situazione è la seguente: per finanziare il maggiore deficit atteso per questo anno a causa dell’emergenza Covid-19, l’Italia avrà bisogno di oltre 100 miliardi di euro, una cifra elevata per un Paese già altamente indebitato.

Al momento in Italia ci sono all’attivo circa 10mila miliardi di euro di ricchezza accumulata in forma di fabbricati, terreni, investimenti finanziari, risparmi liquidi e altri beni (vale a dire 5 volte il Pil del 2019, pari a 1.787,7 miliardi di euro).

Ad oggi, se si volesse cercare uno strumento per valutare correttamente la probabilità di una patrimoniale, sarebbe opportuno guardare al mix di due elementi:
1) il collocamento sul mercato del risparmio dei nuovi titoli di stato;
2) la stimolazione fiscale.

Nel primo caso, con nuove emissioni lo Stato di fatto può avere nuovo denaro a disposizione (si pensi così all’emissione del nuovo Btp Italia, che ha raccolto 22,3 miliardi totali, di cui circa 14 solo da investitori retail, quindi famiglie).
Se invece ci fosse una patrimoniale, gli investitori scapperebbero e gli investimenti non verrebbero fatti, con il risultati ancora più negativi.

Per quanto concerne il secondo caso, è noto che la pressione fiscale italiana è un cappio al collo costante, per cui ci si augura che gli stimoli fiscali concessi dall’Europa (15 miliardi in flessibilità) possano essere adeguatamente sfruttati e siano di supporto per ulteriori stimoli fiscali in maniera da far ripartire l’economia.

I paesi che crescono di più, infatti, sono quelli che attuano questa politica. Gli USA, ad esempio, da 50anni continuano a crescere più dell’Europa perché la loro pressione fiscale è più bassa.

Concludendo, la patrimoniale può essere definita come una spada di Damocle sulla testa degli Italiani fintanto che non si saprà veramente il totale del fabbisogno finanziario che questa crisi ha generato e fintanto che non si saprà se le nuove emissioni di titoli di Stato copriranno tale fabbisogno.

Alessandro Stival Family office Consultant e International advisor
Alessandro Stival

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